C’è un modo semplice e piacevole per raccontare l’Italia: partire dalla tavola. Dai profumi che riconosciamo a occhi chiusi ai sapori che ci accompagnano fin dall’infanzia, la cucina è una mappa affettiva che attraversa regioni e ricordi. È da questa idea che nasce Il Giro del Buon Gusto Rovagnati, un viaggio ideale nel nostro Paese che prende forma attraverso i grandi salumi e i prodotti iconici della tradizione italiana, seguendo il ritmo dei mesi e delle stagioni.
C’è un periodo dell’anno in cui questa narrazione si fa ancora più libera, colorata, golosa. Il Carnevale è il tempo delle tavole allegre, dei piatti da condividere, delle preparazioni semplici ma capaci di mettere d’accordo tutti, grandi e piccoli. È il momento ideale per riscoprire una cucina conviviale, fatta di gesti spontanei e sapori immediati, che parla di tradizione senza rinunciare alla leggerezza. Ed è proprio da questa attitudine giocosa e informale che prende spunto la prima tappa de Il Giro del Buon Gusto, aprendo il viaggio nel segno della semplicità e del piacere dello stare insieme.
Ma quale piatto rappresenta al meglio questo spirito? Noi di MangiareBuono abbiamo scelto le Panatine, simbolo di una cucina quotidiana e golosa. Sono veloci da preparare, versatili, perfette per una merenda, un aperitivo improvvisato o una cena fra amici. Si cuociono in forno, in padella o in friggitrice ad aria, adattandosi con naturalezza ai ritmi contemporanei senza perdere la loro croccantezza.
La gamma comprende Crocchette, Nuggets e Cotolette, tutte senza glutine.
Servite al centro della tavola, diventano un invito a condividere e festeggiare. L’abbinamento ideale è con patate novelle cotte in forno statico a 180°, profumate con qualche foglia di salvia fresca e una composta di ribes, che prepariamo sgranando gli acini per poi farli cuocere a fuoco basso con zucchero, acqua e limone per circa 15-20 minuti, fino a ottenere un preparato denso.
Un piatto che si mangia rigorosamente con le mani, come vuole lo spirito conviviale delle feste, simbolo di una cucina che privilegia il piacere del gesto prima dell’etichetta.









