Pompei è senza dubbio uno dei siti archeologici più famosi al mondo, con circa 4 milioni di visitatori solo nel 2023. Un luogo affascinante, con una storia che tutti conoscono: l’eruzione nel Vesuvio nel 79 d.C. che letteralmente cancellò la cittadina che sorgeva alle sue pendici e conservando sotto strati di fango e lava i resti di abitazioni, strade, negozi e frammenti di vita quotidiana.
Ma prima di questo avvenimento come vivevano gli abitanti di Pompei? Cosa mangiavano e quali le loro abitudini? Moltissime informazioni ci giungono direttamente dal sito archeologico che, in anni di restauro e conservazione, ha fornito spaccati di vita incredibili, attirando, come anticipato, milioni di persone ogni anno da ogni angolo del mondo.
Intere abitazioni, stanze, e addirittura oggetti di arredamento e cibi sono arrivati a noi come “cristallizzati” dalla lava e dal fango.
Ecco allora emergere da dipinti e da reperti un quadro esaustivo della vita a Pompei, con particolari che ci regalano chicche e curiosità. In alcune ville e abitazioni, ad esempio, è possibile vedere come le sale da pranzo fossero riccamente decorate con scene di guerra o di banchetti fastosi. Lo spazio destinato al desinare veniva arredato con i letti tricliniari a formare un ferro di cavallo con al centro il tavolo imbandito. Gli ospiti non dovevano essere mai meno di tre e più di nove, un omaggio al numero delle Grazie e delle Muse. Il momento più importante della giornata – dal punto di vista del nutrimento – era la cena. La colazione era quasi sempre a base di carne, mentre il pranzo e lo spuntino del pomeriggio a base di frutta e verdura, punti forti della dieta pompeiana.
A “dirigere” quello che oggi definiremmo wine pairing c’era – almeno nelle case delle classi più abbienti – l’arbiter bibendi, un commensale deputato alla scelta dei vini, nominato con un lancio di dadi.
E se tra le famiglie più ricche l’alimentazione e il rito del convivio si avvicinano alla moderna concezione di fine dining, tra le classi più popolari troviamo quello che oggi chiamiamo ormai comunemente fast food. Numero di reperti e affreschi indicano, infatti, come la città di Pompei brulicasse di tavole calde dove gustare pietanze tipiche. Chiamate Termopoli offrivano ai cittadini piatti pronti per essere consumati velocemente sul posto o da asporto. Tra questi, oltre a vari tipi di focacce e pani, anche pesce, frutti di mare, carne e dolci, bagnati dai vini del territorio, come il Falerno o l’Aglianico.
Grazie agli scavi che hanno portato alla luce resti di cibo e scene di banchetti, si è potuta ricostruire la tradizione enogastronomica pompeiana, una traccia di storia che, in parte, ancora oggi, possiamo assaporare nei numerosi locali che circondano in Parco Archeologico.









