L’inverno è il periodo della ricerca di un caldo equilibrio, quando la tavola si fa più essenziale ma non per questo meno generosa. Le verdure di stagione, spesso considerate “povere”, sono in realtà ricche di carattere e di benefici: scegliere ciò che la natura offre significa assecondare i ritmi della terra e portare in cucina ingredienti che nutrono davvero. È una filosofia che Alice Agnelli racconta con grande delicatezza nel suo libro Per amore, dove la stagionalità non è mai una regola rigida ma un gesto di attenzione. Cucinare con quello che c’è, nel momento giusto, rappresenta il modo più autentico di rispettare gli ingredienti e chi li mangerà.

In inverno i protagonisti sono i cavoli – cavolfiore, broccoli, verza, cavolo nero – ricchi di vitamina C, fibre e sostanze antiossidanti, ideali per sostenere l’organismo nei mesi freddi. Accanto a loro ci sono radici e tuberi come carote, barbabietole, rape e topinambur, che crescono sottoterra accumulando energia e regalano piatti sazianti ma equilibrati. Finocchi, cicorie e radicchi portano freschezza e una piacevole nota amara, utile per la digestione e per stimolare i processi depurativi, mentre la zucca offre la sua dolcezza naturale e il suo prezioso contenuto di vitamina A.

In questo panorama di verdure invernali, il cavolfiore è uno degli ingredienti che meglio raccontano la stagione. «È una verdura che chiede poco e restituisce molto, se la si tratta con cura», spiega Alice Agnelli.

domma che regge una grossa zucca davanti ad un muro di mattoni da cui escono rami con fiori arancioni«Mi piace cuocerlo lentamente, usando per esempio una tajine, che è una sorta di pentola di origine nordafricana con il coperchio a forma conica. Può essere considerata una sorta di pentola a pressione fai-da-te» e aggiunge: «Parto sempre da un soffritto gentile, con aglio e cipolla appena rosolati in un filo d’olio, senza fretta e senza farli scurire». Nella tajine finiscono poi cavolfiore, broccoli e patate tagliati a pezzi, insieme a succo di limone e a un po’ d’acqua, quanto basta per accompagnare la cottura. «Mi piace aggiungere poche spezie, come del basilico essiccato e una punta di cannella, solo per dare profondità», racconta. Dopo circa venti minuti di cottura, il piatto si completa con scorza di limone e sale a scaglie. «È un comfort food semplice, che può stare al centro della tavola», dice Alice, «da mangiare caldo, da condividere». Un piatto che scalda senza appesantire, dove la stagionalità diventa gesto quotidiano e l’inverno trova una forma concreta nel cibo.

Ciambelle salate disposte su un tavolo con un rametto di rosmarinoAnche la frutta segue la stessa logica di essenzialità. Gli agrumi – arance, mandarini, limoni e pompelmi – sono una risorsa preziosa in questa stagione: ricchi di vitamina C, portano freschezza e aiutano a rafforzare le difese naturali. Mele e pere, disponibili tutto l’anno, in inverno diventano frutti di conforto, digeribili e versatili, ottimi sia crudi sia cotti. Un’idea originale per portare in tavola le pere sono i Bundt cake (o ciambelle alte) gorgonzola e pere di Alice: «Sbattere 3 uova, aggiungere 320 gr di farina 00, 1 bustina di lievito istantaneo per preparazioni salate, avendo cura di ottenere un composto senza grumi. Aggiungere 100 ml di olio di semi di girasole, 90 ml di latte, 80 gr di parmigiano reggiano grattugiato e circa 200 gr di gorgonzola tagliato a cubetti». Arrivati a questo punto non resta che unire 3 pere a cubetti, imburrare lo stampo e infornare a 160° per 40 minuti.

Mangiare secondo stagione significa privilegiare cotture lente, condimenti a crudo e abbinamenti semplici, lasciando che siano gli ingredienti a parlare. È una cucina che scalda, sostiene e accompagna, senza eccessi. Una cucina che, come insegna Alice Agnelli, è fatta prima di tutto di attenzione, di rispetto per il tempo e di amore: per il cibo, per chi lo prepara e per chi lo condivide.

 

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