È al petto di tacchino arrosto che dedichiamo una nuova Storia dal Borgo, un viaggio nelle tradizioni alimentari della nostra bella Italia dove mangiare “buono” è un incontro di storia, tradizioni e sapori che ci portiamo dietro dall’infanzia.
L’arrivo del tacchino sulle nostre tavole è innanzitutto una storia di esplorazioni, scoperte e innovazioni. Cristoforo Colombo, durante i suoi viaggi, fu probabilmente uno dei primi europei a conoscere il gusto e la consistenza di questo alimento: il 14 agosto 1502, sbarcando sulle coste dell’attuale Honduras, ricevette dai nativi alcuni cibi, tra cui quelle che lui chiamò “gallinas de la tierra”. Dalla scoperta dell’America in avanti, il tacchino è stato apprezzato sempre di più anche nel Vecchio Continente, diventando presto un alimento presente in tutte le cucine locali.
Integratosi nel tempo nella cucina tradizionale italiana, il tacchino oggi è servito anche come un’alternativa gustosa ai salumi tradizionali, apprezzato per la sua leggerezza e versatilità.
Il Petto di Tacchino Arrosto Borgo Rovagnati, ad esempio, viene prodotto con carne 100% italiana, da un’attenta selezione di materie prime, lavorate con cura e passione. L’affettamento lento preserva le qualità organolettiche della carne, senza stressarne le fibre.
Ma come possiamo valorizzare questo prodotto? Un classico, forse non esattamente light ma sicuramente appetitoso, è il Club Sandwich al petto di tacchino arrosto. Sul pane in cassetta leggermente tostato (bianco o integrale, l’importante è che sia fresco) alterniamo foglie di lattuga, maionese, tacchino, ancora pane, salsa alla senape, tacchino, fette di pomodoro e l’ultimo strato di pane tostato. Semplice, vero?
In alternativa possiamo usare le fette del petto di tacchino arrosto come tocco finale ad una bowl composta da verdure grigliate, mais, avocado maturo, noci e semi di zucca, conditi a piacere con sale e olio evo, per non rinunciare al buono della tradizione mediterranea.
Quando siamo di fretta, una fetta di buon pane fresco e formaggio spalmabile sono la base ideale per il nostro tacchino: uno spezzafame senza rivali.
L’idea in più? Michelina Venditti, titolare della bottega “I Nostri Sapori” di Termoli, ci suggerisce un piatto semplice e fresco, dove il sapore del tacchino si sposa con la tradizione gastronomica molisana: “In un piatto mettiamo 5-6 fette di petto di tacchino arrosto e guarniamole con pomodorini freschi e rucola. Aggiungiamo dei cubetti di Caciocavallo di Agnone, un formaggio a pasta dura fatto con latte vaccino rigorosamente molisano, che nel nostro territorio si produce fin dai tempi della Magna Grecia. Un’alternativa al caciocavallo per chi ama i sapori delicati è la stracciata molisana. Condire tutto con olio extravergine d’oliva locale e un pizzico di sale”.
Con un po’ di creatività, il pranzo è servito!









