Voglia di un week end fuori porta per sfuggire alla frenesia della città? Per chi ama il trekking e la montagna, il Lazio offre paesaggi in quota che non hanno nulla da invidiare alle più celebri Dolomiti. Ecco la nostra “top five”.

A soli 30 chilometri dalla Città Eterna, si trova il Parco Nazionale dei Monti Lucretili, dove si innalzano due dorsali principali: il Monte Gennaro (1271 m) e il Monte Pellecchia (1368 m), affiancati da Cima Cesarene (1191 m) e dal massiccio del Serrapopolo (1180 m). Queste località, caratterizzate da una natura rigogliosa, offrono anche percorsi non particolarmente impegnativi, adatti a famiglie in cerca di una giornata a contatto con la natura. Una destinazione molto popolare è il “Pratone” del Gennaro, immerso in un pittoresco paesaggio carsico.

Rovine di un antico edificio in pietra su una collina rocciosa circondata dal verde sotto un cielo azzurro, perfetto per una tranquilla GITE IN MONTAGNA ALLE PORTE DI ROMA.Del fascino della Tuscia abbiamo già parlato in questo giornale, pertanto ora ci spostiamo nella vicina  Riserva Naturale del Monte Soratte, un polmone verde incastonato fra il Tevere e la via Flaminia. Poco più di una collina con i suoi 691m, il Monte Soratte è una meta panoramica davvero interessante, apprezzata dagli amanti del trekking facile, fra i rumori incontrastati di una natura generosa. La sua forma e ancor più la sua posizione relativamente isolata nel mezzo della valle del Tevere hanno da sempre stimolato la fantasia e la curiosità. Fra le leggende più popolari c’è quella che vuole seppellite nelle gallerie sotterranee del monte casse di oro e preziosi, oggetto di razzie durante la Seconda Guerra Mondiale. Se del tesoro non è mai stata trovata traccia, di certo sappiamo che la montagna ospitò il comando supremo tedesco in Italia e per questo fu oggetto di pesanti bombardamenti da parte degli Alleati. Negli anni Trenta, infine, il Monte Soratte accolse gallerie sotterranee, adibite a polveriera fino al 1962. Oggi questi luoghi dal fascino misterioso possono essere visitati dagli escursionisti. 

La terza destinazione per un’escursione in quota non lontano da Roma è Monte Livata, che sovrasta i monasteri benedettini del borgo di Subiaco. Se la località è popolare d’inverno per gli amanti degli sport sulla neve, merita davvero un’escursione anche nei mesi estivi, offrendo refrigerio e bellezze naturali che riempiono gli occhi e liberano la mente dallo stress quotidiano.

Fiori di campo gialli punteggiano un prato verde sotto montagne rocciose e un cielo limpido, creando la scena perfetta per una GITE IN MONTAGNA ALLE PORTE DI ROMA.Il Monte Terminillo, conosciuto anche come “la montagna di Roma”, non poteva che essere annoverato fra le nostre “mete da week end”. Se d’inverno è il paradiso dello sci (ma anche degli slittini), questa vetta d’estate si presta a passeggiate in quota lungo sentieri di varie difficoltà. È possibile anche passare la notte in uno dei rifugi gestiti dal CAI di Rieti, che organizza escursioni con guide ambientali. 

Ultimo, ma non per bellezza, che vogliamo presentare in questa carrellata è il Monte Scalambra, non lontano da Frosinone, ad un centinaio di chilometri da Roma. Qui, gli alpinisti più esperti possono arrivare fino alle Croce del Popolo, a quota 1450 m. Se invece siamo semplici amanti delle camminate, ma senza velleità di avventura, dopo una bella passeggiata di circa 3 km ci possiamo fermare all’eremo benedettino di San Michele e riposare facendoci baciare dal sole, distesi sul grande prato adiacente. 

Allora…pronti a partire?

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