In cerca di idee per stupire la persona amata in occasione della festa degli innamorati? Nadia Toppino, foodblogger di Storie di Cibo e giornalista per diverse testate, ci racconta con il suo stile dissacrante e ironico le sue scelte “out of the box” che non possono mancare in una cena dedicata all’amore.

1      Lo champagne

“Personalmente – esordisce la blogger – scelgo Alberto Massucco Champagne, in particolare Cuvèe Mirede, perché mi piace questo 100% chardonnay dal naso avvincente floreale e un tocco di miele, con una gran bella mineralità. Ma soprattutto per la storia d’amore che si cela dietro a questa etichetta che Alberto dedica a sua moglie Maria Edelweiss, per tutti Mirede”.

2     Il salmone

Affumicato selvaggio della Norvegia o dell’Islanda”, decreta l’esperta. “Mangiato là ai mercatini del pesce, ha tutto un gusto particolare, ma non pretendo che il mio Valentino mi prenoti un viaggio per l’occasione; quindi, mi “accontento” di un bel “tagliere” di salmone, importante per me acquistarlo intero o a tranci e affettarlo non sottilissimo… il salmone per fare effetto deve essere almeno di 1 centimetro di spessore! Servito con un’insalatina di soncino e melagrana”.

3     Le ostriche

“Non mi fanno impazzire – confessa Nadia – ma le ho provate cotte in accompagnamento a un risotto, e sono andata in brodo di giuggiole. Quindi sì alle ostriche, che si sa sono afrodisiache (ma poi serve l’afrodisiaco a San Valentino?!) e sì alla creatività, anche se i cultori del plateau royal rabbrividiranno!”

4     Passion fruit

“In qualunque modo, come dessert al cucchiaio in versione sorbetto, come frutta rinfrescante rigorosamente servito già tagliato a metà da mangiare col cucchiaino, in un cocktail passionale o anche fresco sul risotto (sì, quello sopra con l’ostrica…così l’effetto afrodisiaco è quadruplicato)” decreta Toppino.

5     La ratafia

“Un finale con un digestivo color passione come la ratafia (io adoro quella Scuppoz), scalda i cuori, sistema i pancini e prepara gli animi”, scherza la giornalista.

“Ovviamente – conclude la vulcanica Nadia – un menù di almeno 5 portate delicato ma convincente, ricco di sapore e intrigo”.

 

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