Nelle dolci colline del Veneto, tra Conegliano e Valdobbiadene, si snoda una storia millenaria di passione e dedizione alla viticoltura che oggi si può riassumere in un nome: Prosecco. 

Oggi celebre in tutto il mondo, il Prosecco di Conegliano, ha origini antiche. Già in epoca romana, queste colline erano celebrate per la loro vocazione viticola. Una stele funeraria dell’epoca menziona i “vendemmiales”, festeggiamenti legati alla vendemmia, testimoniando l’importanza del vino nella cultura locale. Nel corso dei secoli, la fama dei vini locali crebbe costantemente. Un episodio emblematico risale al 1574, quando si narra che al passaggio di Enrico III, futuro re di Francia, la fontana di Nettuno a Conegliano zampillò vino bianco per un intero giorno.

Il termine “Prosecco” fa la sua prima apparizione scritta nel XVII secolo, nel trattato “Il Roccolo” di Aureliano Acanti, letterato e accademico di Vicenza. Poco dopo, Francesco Maria Malvolti – viticoltore e accademico del 1700 – stabilisce formalmente il legame tra il Prosecco e la zona di Conegliano Valdobbiadene, gettando le basi per il riconoscimento della sua unicità territoriale.

Una donna in abito scuro è in piedi accanto a un tavolo, con in mano un libro sulla storia del prosecco e la moderna mixology, su una terrazza con piante rigogliose e ampie vedute sulla costa.
Credits: Serena Pepe

Oggi, il Prosecco di Conegliano non è solo un vino apprezzato globalmente, ma anche un ingrediente versatile nella mixology moderna: le sue caratteristiche organolettiche lo rendono ideale sia per gli abbinamenti gastronomici che per la creazione di cocktail innovativi. Come spiega Penelope Vaglini, giornalista e direttrice della rivista Coqtail: “Questo vino sparkling è utilizzato in tantissime ricette di drink contemporanei, spesso in sostituzione dello champagne, come avviene con l’Old Cuban, uno dei cocktail più conosciuti a livello internazionale, tanto da comparire nella lista IBA (International Bartenders Association)”. 

Cocktail “La sua storia – continua Vaglini – è legata a quella di Audrey Saunders, una delle bartender più celebri del mondo, a capo del Pegu Club di New York fino al 2020. Proprio a quel bancone nel 2004 ha ideato il cocktail Old Cuban, una sorta di Daiquiri fresco e mentolato che si prepara shakerando con ghiaccio 6/8 foglie di menta, 45 ml di rum, 22,5 ml di succo di lime fresco, 30 ml di sciroppo di zucchero e due dash di Angostura. Dopo aver agitato vigorosamente, si versa in una coppetta ghiacciata, per poi aggiungere circa 60 ml di Prosecco. Con le sue note fruttate, il vino riesce a equilibrare la dolcezza del rum invecchiato e dona profondità della menta, rivelando un sorso più rotondo, per chi cerca una bevuta meno secca rispetto alla versione con lo champagne”.

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