L’autunno è, come la primavera, una stagione di transizione e tutto il nostro organismo richiede un’attenzione in più: per ricaricare le energie a livello mentale, per affrontare i mesi più freddi e quelli caldi che seguiranno, per una coccola di cui abbiamo bisogno.
E cosa c’è di meglio di un caldo tè, sorseggiato sul divano o sulla poltrona preferita, immersi nel proprio passatempo? Abbiamo chiesto a Barbara Sighieri, fondatrice della Teiera Eclettica di Milano di svelarci i suoi segreti per vivere l’autunno in armonia e benessere e non solo, ma anche come è nato questo amore che si è poi trasformato in un lavoro a tempo pieno.
Tè, tisane e infusi: da cosa nasce questa tua passione? Quando è iniziata la tua avventura imprenditoriale con la Teiera Eclettica?
La Teiera Eclettica ha appena compiuto vent’anni e ha fatto davvero molta strada se pensiamo che all’inizio nel primo negozio avevamo solo un centinaio di tè – no infusi e tisane – e siamo arrivati ad avere circa 300 prodotti che coprono le tre categorie, affiancando alla vendita pura e semplice anche la degustazione nella nostra sala da tè.
La mia è una passione nata quando ero piccola grazie a mia nonna: lei era slava e, in assoluta armonia con la tradizione di quella terra che vede le popolazioni grandi consumatori di tè, quando riceveva amiche in casa lo offriva nel servizio di porcellana fine. Tuttora mi ricordo che aspettavo paziente quel momento in cui avrei potuto sorseggiare questa bevanda in quelle meraviglioso tazzine. Negli anni ho poi continuato a seguire questo rito, frequentando le sale da tè soprattutto all’estero perché fino a pochi anni fa in Italia era difficile trovare dei luoghi dedicati. È un pensiero e un ricordo che attraversa la vita con me.
Il tuo tè o infuso del cuore? Perché sei così legata?
Il momento “fulminante”, il classico che ti lascia a bocca aperta è stato quando mi sono ritrovata per lavoro negli Stati Uniti e un collega mi ha portato in una sala da tè tutta in stile giapponese, con una proposta di solo tè giapponese che io non avevo mai assaggiato. E’ un‘esperienza che ho fatto almeno una trentina di anni fa, quando in Italia si conosceva a malapena il gunpowder o il bancha. Mi ricordo ancora distintamente questa sensazione di freschezza di clorofilla del primo sorso. Credo che derivi da quell’episodio la mia passione per i tè giapponesi, tanto è vero che nel mio negozio ne ho una selezione davvero ampia. Dal 2015, inoltre, sono riuscita a coronare un altro sogno, ovvero di importare direttamente da piccoli produttori dai giapponesi, superando gli ostacoli burocratici e instaurando ottimi rapporti.
Il tuo tè/infuso preferito per l’autunno?
Se penso all’autunno, la mia scelta cade su una miscela di nostra produzione tipica della tradizione indiana, ovvero un tè nero proveniente dall’Assam con l’aggiunta di cannella, cardamomo, zenzero e chiodi di garofano. Il calore delle spezie, infatti, aiuta a supportarci, a colorare la giornata, quando le temperature si abbassano, arrivano l’autunno e le giornate grigie. Si può infondere nell’acqua come qualsiasi altro tè o, seguendo la tradizione indiana, nel latte – vaccino o vegetale – diventando quindi una bevanda estremamente collaborante. Se invece amiamo le tisane, la mia preferita di questo periodo è sempre di nostra produzione e si chiama Fresco Respiro: a base di eucalipto, aiuta le vie respiratorie a contrastare raffreddori, mal di gola e inizi di influenza. Contiene anche anice stellato e Roiboos (infuso sudafricano dalla tipica colorazione rossa) e anche un pizzico di menta che, oltre a lasciare la bocca pulita, aiuta la digestione.
C’è una “moda” o una tendenza anche in questo affascinante settore?
In questi ultimi vent’anni se pensiamo anche solo allo scaffale del supermercato a occhio direi che la quantità dei prodotti è almeno triplicata: da una parte sono aumentati i produttori di tè o si sono affacciati su questo mercato attori prima sconosciuti e dall’altra i consumatori hanno iniziato a conoscere un po’ meglio questo mondo e chiedere più prodotti. Per quanto riguarda una tendenza, quella più eclatante riguarda i tè verdi soprattutto per la consapevolezza che possono far bene alla nostra salute, a partire dalle proprietà antiossidanti anche se, va detto, spesso i consumatori hanno ancora le idee poco chiare su quello che desiderano davvero acquistare e chiedono genericamente un tè verde, quando invece è una categoria davvero ampissima. La seconda moda è sicuramente quella del Bubble Tea e della Kombucha: in negozio non proponiamo né l’una né l’altra perché siamo un po’ più tradizionalisti e le tendenze più modaiole dove il tè alla fine diventa solo una specie di commodity in cui il gusto viene un po’ coperto dal resto non fanno per noi. Mi piace invece segnalare come la richiesta di prodotti sempre più analcolici, spesso legata a un discorso di benessere, ci ha portato a lavorare a stretto contatto con il settore della mixology, dove i barman hanno iniziato ad apprezzare il tè sia per proposte alcoliche che analcoliche come ingrediente del loro mix.









