Si stima che ogni anno nel mondo tra il 33 e il 40% del cibo venga buttato, con un picco nel periodo natalizio. Secondo un’indagine dell’osservatorio Waste Watcher International ogni settimana in Italia vengono gettati 674,2 grammi di cibo a persona. E il valore economico dello spreco supera i 15 miliardi se includiamo il costo dell’energia che consumiamo per produrre gli alimenti. 

Per ridurre il più possibile gli sprechi in un’ottica sia etica sia di risparmio economico, ognuno può fare la sua parte. La redazione di MangiareBuono ha quindi pensato a un elenco di 5 buone azioni anti-spreco, senza avere la presunzione di scrivere novità assolute ma semplicemente di riassumere alcuni suggerimenti frutto di buon senso e di pratiche virtuose:

1.     Un carrello stagionale e razionale

Perché continuare a voler mangiare le fragole a gennaio? Un carrello della spesa che tenga conto della stagionalità e della geografia fa bene al portafoglio e al pianeta. Se avere sulla tavola quelle che un tempo si chiamavano “primizie” rappresenta una tentazione irrinunciabile, cerchiamo almeno di non eccedere. Il nostro carrello dovrebbe essere inoltre il frutto di una lista della spesa oculata, basata sul numero di ospiti e sull’effettiva capacità di consumare tutto il cibo che comperiamo: spesso l’acquisto è “di pancia” più che di effettiva necessità e questo, in molti casi, è causa poi di sprechi.

2.    Sfuso o confezionato?

Come spesso accade la risposta più sincera è: dipende. Se non sappiamo bene quali saranno i nostri programmi per i giorni a venire, l’acquisto confezionato può evitare il rischio di aprire il frigo e ritrovarsi muffe o cibo non più commestibile. Allo stesso tempo la fretta con cui a volte facciamo la spesa non deve portarci a scegliere il cibo confezionato solo perché prendere al volo una vaschetta è più facile che scegliere lo stesso prodotto nel reparto fresco. Quindi: se abbiamo una manciata di minuti e sappiamo con certezza come saranno le nostre giornate, via libera al fresco che ci permette, inoltre, di prendere la quantità che davvero ci interessa. Se invece la vita famigliare è simile a un ottovolante, le confezioni ci aiuteranno a non buttare via nulla.

3.    Far parte di community anti-spreco

Oggi evitare sprechi alimentari è molto più semplice e immediato rispetto a pochi anni fa. Sono infatti moltissime le app e le strutture che hanno come mission quella di ottimizzare le risorse disponibili e i cibi non consumati. Basta un veloce giro sul web per scoprire la soluzione più comoda e adatta a ciascuno di noi (Too good to go, Best before, Regusto, Wearephenix).

4.    Evviva il sottovuoto!

Se proprio non siamo capaci di resistere alle tentazioni o il nostro stile di vita non ci consente di fare la spesa in modo ponderato giorno per giorno, lasciamoci aiutare da questo metodo. Ormai è facilissimo trovare alimenti di ogni genere conservati sottovuoto. E si può replicare anche a casa, esattamente come si fa con piumini e indumenti mangia-spazio.

5.    Liberare la fantasia…e il compostaggio

I cibi non più in stato ottimale ma ancora commestibili (come foglie verdi leggermente appassite, pane raffermo o formaggi un po’ induriti) possono diventare ingredienti perfetti per farcire torte dolci o salate e pasta fresca ripiena. Se poi proprio le abbiamo provate tutte ma abbiamo ancora del cibo non più consumabile, invece di buttarlo usiamolo per il compostaggio. Il nostro giardino/terrazzo/orto o gli spazi comunali adibiti ne saranno felici. 

 

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