C’è stata una Capri prima dei social network e delle fotografie scattate con lo smartphone. Una Capri di motoscafi in legno, foulard annodati tra i capelli, occhiali scuri e lunghe giornate trascorse tra il mare e i tavolini della Piazzetta.
Negli anni Cinquanta e Sessanta l’isola era il rifugio prediletto di attrici, aristocratici, scrittori e teste coronate. Qui arrivavano Brigitte Bardot, Sophia Loren, Jackie Kennedy e il jet set internazionale alla ricerca di un’eleganza spontanea che ancora oggi sopravvive tra i vicoli dell’isola.
Per ritrovare quell’atmosfera basta seguire cinque soste, dove il gusto si intreccia alla storia.
1. Colazione in piazzetta, il salotto dove tutti passavano
La giornata comincia nel cuore di Capri. La Piazzetta è sempre stata il teatro della vita isolana e della mondanità internazionale. Qui si osservava il via vai delle celebrità e qui si consumava il rito più semplice e italiano che esista: il caffè.
Sedersi a un tavolino del Gran Caffè Vuotto o del Bar Tiberio significa partecipare a una tradizione che attraversa le generazioni. Un espresso e una sfogliatella “in piazzetta” bastano per immaginare l’isola quando fotografi e paparazzi attendevano l’arrivo delle star.
2. Il mare di Marina Grande, quando Capri era ancora un’isola di pescatori
Prima di diventare simbolo del glamour mediterraneo, Capri viveva di pesca e navigazione. A Marina Grande questa anima è ancora presente.
Qui vale la pena fermarsi per assaggiare una semplice frittura di paranza o un piatto di pesce azzurro. Sapori che raccontano la Capri autentica, quella che esisteva ben prima dell’arrivo delle celebrità e che continua a convivere con il fascino esclusivo dell’isola.
3. I Ravioli capresi, il pranzo della tradizione
Se Sophia Loren dovesse scegliere un piatto per raccontare Capri, probabilmente non sarebbe un piatto sofisticato ma qualcosa di profondamente legato alla cucina locale.
I ravioli capresi rappresentano perfettamente questa filosofia. Ripieni di caciotta fresca e maggiorana, conditi con salsa di pomodoro, sono la dimostrazione che la cucina dell’isola nasce da ingredienti semplici e da una straordinaria capacità di valorizzarli.
4. Un pomeriggio tra limoni e profumo di Costiera
Nell’immaginario della Dolce Vita non possono mancare gli agrumi. I limoni sono ovunque: nei giardini, nei pergolati, nelle ceramiche e naturalmente nei dolci.
Ad Anacapri il tempo sembra rallentare. Una granita artigianale o una delizia al limone raccontano il legame profondo tra l’isola e il paesaggio mediterraneo. Sono i sapori che ancora oggi evocano le estati degli anni Sessanta e le fotografie in bianco e nero delle vacanze più celebri del Novecento.
5. Tramonto ai Faraglioni, con una granita in mano
La giornata non può che concludersi davanti ai Faraglioni. È qui che la Capri della Dolce Vita raggiunge il suo apice.
Quando il sole cala sul mare e la roccia si tinge d’oro, il lusso perde ogni ostentazione e torna a essere ciò che era all’origine: il privilegio di godersi un momento perfetto.
Una granita al limone da passeggio è tutto ciò che serve per comprendere perché questa piccola isola abbia conquistato il mondo.
Perché la vera Dolce Vita non era fatta soltanto di celebrità e paparazzi. Era soprattutto un modo di vivere: lento, elegante e profondamente legato ai piaceri della tavola.









