Bastano pochi chilometri per passare da una fortezza che per secoli ha alimentato storie di pirati e tesori nascosti a un lungolago dove la passeggiata corre accanto all’acqua e i tavolini all’aperto ne seguono il profilo, con le montagne a fare da sfondo. È uno dei contrasti che rendono unico il Lago Maggiore: da una parte i Castelli di Cannero, sospesi sull’acqua e avvolti dalla leggenda dei fratelli Mazzarditi, dall’altra l’eleganza di Verbania, con i Giardini Botanici di Villa Taranto e l’atmosfera rilassata della città che invita a godersi il paesaggio fino al tramonto. Un itinerario da percorrere lasciandosi guidare dai panorami e dalle storie che questo angolo di Piemonte continua a custodire.

La giornata inizia a Cannero Riviera, uno dei borghi più affascinanti della sponda piemontese del Lago Maggiore. A catturare subito lo sguardo sono i Castelli di Cannero, che emergono dalle acque su due piccoli isolotti rocciosi, quasi a guardia del lago. Oggi rappresentano una delle immagini più iconiche del Verbano, ma il loro fascino va ben oltre la bellezza del paesaggio.

È qui che prende vita la leggenda dei fratelli Mazzarditi. All’inizio del Quattrocento, infatti, le fortezze divennero il rifugio di questa famiglia, passata alla storia come una banda di predoni che controllava il traffico sul lago, assaltando le imbarcazioni di passaggio e imponendo tributi a mercanti e viandanti. Gli studi più recenti restituiscono però una lettura più complessa della vicenda, inserendo i Mazzarditi nelle lotte politiche che attraversavano il Ducato di Milano. Come spesso accade, la storia e la leggenda si sono intrecciate fino a confondersi. C’è chi racconta che i fratelli riuscirono a nascondere un tesoro prima della loro sconfitta e che, quando la nebbia avvolge il lago, le antiche mura sembrino ancora custodirne il segreto.

Dopo aver ammirato i castelli dal lungolago, si riparte in direzione di Verbania. Il tragitto è breve, ma l’arrivo a Pallanza segna un cambio di atmosfera. Qui il Lago Maggiore mostra il suo volto più elegante. La prima tappa è ai Giardini Botanici di Villa Taranto.

Sontuosa fontana zampillante con statue ai bordi, circondata da un giardino verdeggiante con abeti, siepi, prato verse in una giornata di soleCreati negli anni Trenta del Novecento dal capitano scozzese Neil McEacharn, che trasformò la sua residenza in un grande giardino botanico, i Giardini di Villa Taranto ospitano oggi migliaia di specie vegetali provenienti dai cinque continenti. Tra viali alberati, terrazze panoramiche, giochi d’acqua e fioriture che cambiano con il susseguirsi delle stagioni, la visita regala scorci sempre diversi e offre una delle esperienze naturalistiche più suggestive del Lago Maggiore.

Terminata la visita, il consiglio è di dedicare il resto del pomeriggio alla scoperta di Pallanza. Il lungolago, tra i più eleganti del Verbano, accompagna fino a Piazza Garibaldi, cuore della vita cittadina, dove i tavolini dei caffè si affacciano sull’acqua e il ritmo è quello rilassato delle località di lago. Da qui si raggiungono facilmente il piccolo porticciolo e Villa Giulia, raffinata dimora ottocentesca circondata da un parco pubblico e affacciata sul lago, oggi sede di eventi culturali.

Vale la pena perdersi anche tra le vie del centro storico, tra palazzi d’epoca, botteghe e scorci che raccontano il passato di Pallanza, prima di tornare sul lungolago quando il sole inizia a scendere dietro le montagne. Nelle giornate limpide lo sguardo abbraccia le Isole Borromee, mentre la luce del tramonto accende il lago di riflessi dorati e trasforma la passeggiata in uno dei momenti più piacevoli della giornata.

Il modo migliore per concludere l’itinerario è scegliere uno dei locali del lungolago di Pallanza e concedersi un aperitivo vista lago, magari con un calice di vino dell’Alto Piemonte. Un indirizzo da segnare è il Caffè delle Rose Bistrot, ideale per un aperitivo con piccoli assaggi da condividere. Per chi desidera proseguire la serata in un locale storico, l’Antica Osteria Il Monte Rosso (dal 1854) porta in tavola i sapori della tradizione locale, e offre una cantina ricca di proposte.

Con le ultime luci del giorno che si riflettono sul Lago Maggiore, si chiude un itinerario che attraversa secoli di storia, antiche leggende e alcuni dei paesaggi più affascinanti del Piemonte.

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