Settembre è il mese della vendemmia: le vigne si caricano di grappoli, gli agricoltori lavorano a ritmi antichi e i borghi si animano con feste e degustazioni. Il Trentino, con i suoi microclimi che vanno dal lago alle pendici alpine, offre itinerari ricchi di sapore — perfetti per chi vuole unire passeggiate tra i filari, visite in cantina e assaggi di prodotti locali. Ecco cinque tappe da annotare per una fuga enogastronomica a fine settembre.

1.    Riva del Garda e l’Alto Garda trentino: viti fra lago e monti

La cornice del lago, le brezze che scendono dalle montagne e i terrazzamenti morenici creano qui un microclima quasi mediterraneo: vigneti di chardonnay, pinot e anche varietà internazionali si alternano a oliveti e limonaie, dando vini freschi e perfetti per l’estate che sfuma in autunno. È il luogo giusto per combinare una passeggiata sul lungolago con una visita in una piccola cantina artigiana.
Consiglio: prenotate una degustazione in una cantina dell’Alto Garda e abbinate un calice di bianco a un tagliere di formaggi di montagna e acciughe del Garda.

2.    Piana Rotaliana: la patria del Teroldego

Una tappa imprescindibile per chi ama i rossi di carattere: la Piana Rotaliana, con i suoi grandi campi ordinati tra Mezzocorona e Mezzolombardo, è considerata la “culla” del Teroldego, il rosso principe del Trentino, intenso e profumato. A fine settembre/inizio ottobre molte cantine aprono le porte per spiegare le fasi della vendemmia e offrire assaggi dei primi mosti.
Consiglio: prenotate una degustazione verticale di Teroldego e abbinate il vino a salumi tipici e a uno spezzatino di selvaggina, se è nel menù.

3.    Vallagarina: terra di vigne robuste

La Vallagarina, scendendo verso Rovereto, è nota per i rossi di montagna e per l’impronta territoriale delle sue piccole aziende. Qui la vendemmia è ancora un rito di paese: visitate cantine cooperative e produttori indipendenti per scoprire interpretazioni locali di Teroldego e altri vini rustici ma eleganti.
Consiglio: assaggiate pane casereccio, carni e dolci tradizionali abbinati ai vini della valle.

4.    Valle dei Laghi e la Nosiola: il bianco d’autore del Trentino

Le valli e i laghetti a nord-ovest di Trento ospitano i vigneti della Nosiola, varietà autoctona che dà vini bianchi fragranti e — nella versione passita — il celebre Vino Santo trentino. La valle è ideale per chi cerca cantine a conduzione familiare, percorsi tra olivi e frutteti e una cucina che valorizza formaggi e conserve.
Consiglio: provate una piccola verticale di Nosiola e, se disponibile, assaggiate una porzione di Vino Santo con pasticceria secca o formaggi stagionati.

5.    Le colline di Trento e le bollicine metodo classico

Non solo rossi e bianchi fermi: le colline intorno a Trento sono la culla del metodo classico italiano d’alta quota. Le bollicine trentine, eleganti e minerali, sono perfette per aprire un pranzo autunnale o per accompagnare piatti di pesce di lago e carni bianche. Molte aziende offrono visite cantina con spiegazioni delle fasi di rifermentazione e degustazioni dei millesimati.
Consiglio: prenotate una degustazione per provare l’esperienza di una degustazione verticale di Trentodoc e abbinatela a piatti delicati come trota di fiume o risotto alla zucca.

L’inizio dell’autunno in Trentino è l’occasione per osservare la vendemmia da vicino, assaporare il primo mosto e fare il pieno di paesaggi che cambiano velocemente con la luce. Scegliete uno o due itinerari, muovetevi con calma e lasciate spazio a soste improvvise in osterie e produttori di fiducia: la vera ricompensa è fermarsi a degustare il territorio.

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