Ricorda un bellissimo e panciuto fiore viola, grazie anche alla presenza delle caratteristiche spine: si presenta così il Carciofo violetto catanese, ortaggio gustoso e ricco di fibre che possiamo trovare tipicamente nel mese di aprile, con l’arrivo del clima mite primaverile.

Riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale, questa varietà di carciofo è da sempre protagonista di gustose ricette della tradizione che lo vedono conservato sott’olio, fritto, lessato oppure crudo, anche se oggi viene utilizzato in proposte fine dining e più gourmet. Un prodotto che ricorda i pranzi in famiglia e che, contemporaneamente, strizza l’occhio agli chef di grido perché scenografico e più vivace dal punto di vista cromatico.

Di carciofi ne esistono moltissime varianti – quasi un centinaio, per essere precisi – e tutte sono contraddistinte dalle stesse proprietà: depurative, digestive e diuretiche. Cosa differenzia le diverse varietà di carciofi? Fondamentalmente la presenza o meno delle spine, il periodo di raccolta e il colore predominante che può variare dal verde al violetto.

Tra i maggiori produttori al mondo c’è l’Italia, che condivide il primato con l’Egitto, mentre la variante catanese è tipica della provincia siciliana da cui prende il nome e in particolare della cittadina di Ramacca. Simbolo di eccellenza e di legame con il territorio, questo carciofo viene coltivato dall’antichità e le prime testimonianze certe risalgono al Cinquecento quando ci si riferiva all’ortaggio con i nomi “artchaut” o “al harsufa”.

Partendo da un famosissimo amaro degli anni ’80 di cui era l’ingrediente distintivo, il carciofo (non solo il catanese) è protagonista di moltissime ricette: dalle zuppe detox di cui abbiamo già raccontato, fino ad arrivare a dolci insoliti ed originali.

Tuttavia, siccome il nostro protagonista è il carciofo catanese, vi lasciamo con una ricetta che richiama proprio la sua Sicilia: i “Carciofi ammuddicati alla siciliana”. Buoni come contorno ma anche per un secondo particolarmente gustoso, sono facilissimi da preparare: dopo aver privato i carciofi del gambo, delle foglie più esterne e pulito il centro dalla barbetta, immergerli in una soluzione di acqua e limone per evitare che si anneriscano. Farcire con pane grattato, parmigiano, pecorino e cuocere in una pentola oliata e riempita d’acqua. Servire con una guarnizione di prezzemolo.

Bon pitittu!

 

 

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