A Roccamonfina il calendario della tavola segue quello dei castagneti. L’autunno è il momento in cui la Castagna di Roccamonfina IGP arriva sul mercato e il bosco diventa il punto di partenza per leggere un territorio dell’Alto Casertano in cui geologia, agricoltura e cucina sono strettamente legate.
Il paese si trova sulle pendici di un antico vulcano spento, oggi al centro del Parco regionale Area vulcanica di Roccamonfina e foce Garigliano. Qui il terreno di origine vulcanica e il clima della zona hanno favorito la diffusione dei castagneti, che rivestono buona parte dei versanti e caratterizzano il paesaggio.
È una presenza che si ritrova anche nella storia agricola di Roccamonfina. La castanicoltura ha rappresentato per secoli una risorsa economica importante per le comunità locali e ancora oggi il frutto scandisce una parte significativa della stagione autunnale. La denominazione IGP comprende diverse cultivar, tra cui Primitiva o Tempestiva, Napoletana, Mercogliana, Paccuta e Lucente. La Primitiva è particolarmente precoce e può arrivare sul mercato già all’inizio di settembre.
Per capire Roccamonfina bisogna uscire dal centro abitato e seguire le strade che attraversano il bosco. Il paesaggio cambia continuamente tra castagneti, sentieri e piccoli nuclei rurali, mentre il profilo del vulcano accompagna il percorso. Il massiccio supera i mille metri e il punto più alto, Monte Santa Croce, offre nelle giornate limpide una vista che arriva fino al golfo di Napoli.
Una delle tappe più interessanti è il Santuario di Santa Maria dei Làttani, poco fuori dal borgo. La sua storia risale al Quattrocento ed è legata alla tradizione secondo cui San Bernardino da Siena arrivò a Roccamonfina nel 1430 dopo il ritrovamento di una statua della Vergine. Il complesso conserva elementi architettonici di epoche diverse e comprende anche un chiostro immerso nel verde.
Ma il vero patrimonio del territorio resta quello che cresce nel bosco e che si porta in tavola: zuppa di fagioli, castagne e porcini, tagliatelle ai funghi, pasta fresca, carni di cinghiale e, naturalmente, castagne arrostite o utilizzate nei dolci. Sono preparazioni che cambiano con la stagione e che in autunno trovano nelle castagne, ma anche negli ottimi funghi porcini, i loro ingredienti più caratteristici.
Tra gli indirizzi da segnare c’è La Neviera, nel centro del paese, dove la cucina propone piatti della tradizione locale. Per mangiare invece immersi nel verde, La Rambla, nel territorio del Parco regionale, propone pasta fatta in casa, carni, funghi e castagne.
Per chi vuole organizzare la visita nel momento più vivace della stagione, l’appuntamento è con la Sagra della Castagna IGP e del Fungo Porcino: un’occasione per assaggiare i prodotti locali, acquistarli direttamente dai produttori e conoscere il paese durante il periodo della raccolta.
Roccamonfina è una destinazione da scegliere con appetito: una passeggiata nel bosco, un pranzo di cucina locale e, prima di ripartire, un sacchetto di castagne ancora calde. Il modo più semplice per portarsi a casa un pezzo d’autunno campano.









