Settembre è il tempo della vendemmia, rito che stagione dopo stagione racconta il divenire vino di un grappolo d’uva. Passando di mano in mano, per arrivare in botti e poi in bottiglia, ogni calice di vino è arricchito dal sapere e dalle tecniche che nei decenni si sono sempre più affinate, pur rimanendo ancorate alla tradizione e al buon fare di un tempo.

Marius DumitruA questo proposto, abbiamo chiesto ad AIS Lombardia (Associazione Italiana Sommelier Lombardia) – e, nello specifico, a Marius Dumitru, Miglior Sommelier della Lombardia 2024 e Sommelier del Ristorante Ma.Ri.Na Olgiate Olona ( VA) – di suggerirci cinque vitigni autoctoni del bresciano e relativi food pairing, per un rientro dalle vacanze in grande stile.

Di seguito i suoi suggerimenti:

1.    Lugana DOP

Nella nostra Top Five di abbinamenti un posto d’onore spetta senza dubbio al Lugana Doc, uno dei vini più famosi della Lombardia declinato in varie versioni: base, superiore, riserva, vendemmia tardiva e spumante. A differenziare queste tipologie sono i mesi di invecchiamento sui lieviti (ad esempio per la Riserva devono essere almeno 24, almeno 12 per la Vendemmia Tardiva e il Superiore) e la modalità di affinamento. Con una varietà così ampia di vini derivanti dallo stesso vitigno, è facile immaginare come i piatti da abbinare siano davvero molteplici: le rinfrescanti bollicine sono ottime accompagnate a verdure in pastella per un aperitivo sfizioso, la versione base con carni bianche e carpacci di pesce. Le riserve e le vendemie tardive richiedono piatti più complessi come, ad esempio, il coniglio in umido alle erbe fini, o ancora un tagliolino di pasta fresca al nero di seppia, salsa al burro e bottarga, salicornia e calamaretto spillo.

2.    Franciacorta

pizza e bollicine FranciacortaNon è solo il nome della zona che idealmente va da Brescia al Lago d’Iseo: Franciacorta è anche, e forse soprattutto, la bollicina italiana per eccellenza; una denominazione creata da imprenditori lungimiranti e contadini che si sono resi conto delle potenzialità di un territorio affascinante e hanno dato vita a un vero e proprio Consorzio che disciplinasse i metodi di produzione, le uve utilizzate e tutelasse l’unicità dei vini prodotti in quest’area. Chardonnay, pinot nero, pinot bianco ed erbamat sono i vitigni che compongono questa denominazione, il cui disciplinare è uno dei più rigidi del mondo. Il periodo minimo di affinamento sui lieviti – ovvero il contatto in bottiglia tra vino e lieviti, responsabili della fermentazione alcolica – è di 18 mesi per la versione base, 24 mesi per il Rosè ed il Satèn, 30 mesi per i millesimati e 60 mesi per le riserve. In questo caso, il ventaglio di proposte è ampissimo e possiamo divertirci in base agli affinamenti ad abbinare piatti diversi; le riserve, ad esempio, offrono potenza ma anche eleganza, suadenti note iodate in un raro equilibrio gustativo, che spazia da frutta matura, ad agrumi canditi fiori e spezie che riescono ad incantare il palato. I piatti da abbinare sono certamente strutturati come i bocconcini di rana pescatrice in crosta di mandorle adagiati su una salsa di delicata di cipolle borretane profumate all’aneto o il coregone con polenta, per un piatto dedicato al lago che fa da sfondo a questo territorio unico e inimitabile.

3.    Riviera del Garda Valtanesi Rosé

Groppello, Marzemino, Barbera e Sangiovese sono i vitigni protagonisti di questo vino. Grazie alle note del pompelmo rosa, dei fiori d’arancio, del sambuco e delle fragoline di bosco il richiamo all’estate appena terminata è molto forte. La leggera speziatura chiude il percorso olfattivo del palato. Un rosè di questo calibro trova un perfetto abbinamento con un grande classico della cucina italiana ovvero la pizza, meglio se una semplice margherita. Se invece l’occasione richiede un piatto più sofisticato, possiamo virare decisi verso un battuto di gamberi rossi di Mazzara del Vallo, con olio Evo del Garda, lampone disidratato e una semplice grattata di lime finale. 

4.    Capriano del Colle Rosso Riserva

La quarta proposta riguarda un fiore all’occhiello di questa zona: stiamo parlando del Capriano del Colle Rosso Riserva, prodotto con uve provenienti dal vitigno Marzemino – localmente chiamato anche Barzemino – Sangiovese e Merlot. Questo vino è il risultato di un minimo di affinamento 24 mesi prima di essere messo in commercio. Un vino giustamente ampio nei profumi e complesso nel gusto, che trova un perfetto abbinamento con uno dei piatti più iconici e tipici di Brescia ovvero lo spiedo alla bresciana o formaggi stagionati come il Bagoss, un formaggio semigrasso che presenta un tipico colore dovuto all’aggiunta di zafferano al latte durante le fasi della preparazione.

5.    Benaco Bresciano IGT Passito

Per finire, abbiamo il Benaco Bresciano IGT Passito, una scelta insolita e che può creare curiosità perché quando si pensa al passito, la nostra mente corre ai vini dolci e suadenti del sud. In realtà anche la Lombardia custodisce veri gioielli color oro brillante che illuminano i calici e il sorriso di chi li avvicina al naso. Le uve che si possono usare sono molteplici, il risultato è d’eccellenza. Avvolgenti al palato e profumati con richiami di albicocca, zagara, miele e spezie dolci trovano un abbinamento con formaggi erborinati oppure con un dolce semplice e gustoso come la sbrisolona, accompagnata magari da un cucchiaio di zabaione caldo in cui intingerla.

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