C’è una Roma che profuma di frittura, di sugo che sobbolle piano, di ricotta fresca e pane appena sfornato. Una Roma che non si racconta con monumenti o itinerari, ma a tavola, attraverso piatti semplici e generosi, fatti per essere condivisi. In questa selezione di cinque ricette, abbiamo raccolto il meglio della tradizione romana casalinga, quella che vive nei pranzi della domenica, nei ricordi di infanzia e nelle cucine che resistono al tempo. Tra fritti dorati, sapori di casa e dolci di memoria, ogni preparazione è un piccolo rito da riscoprire.
1. Fiori di zucca ripieni
Classico della cucina romana estiva, i fiori di zucca ripieni sono uno dei simboli più amati della tradizione del fritto capitolino. Si usano i fiori freschissimi, raccolti di primo mattino, che vengono farciti con bastoncini di mozzarella e filetti di alici. La pastella si prepara con farina e acqua frizzante ben fredda, per ottenere una consistenza leggera e croccante. Una volta chiusi i fiori, si passano nella pastella e si tuffano in olio caldo fino a doratura. Vanno serviti immediatamente, quando il cuore è ancora filante e la superficie perfettamente croccante.
2. Frittata di bucatini
Nata come piatto del giorno dopo, la frittata di pasta è l’esempio perfetto della cucina romana del recupero, capace di trasformare un avanzo in una delizia. Si usano spesso i bucatini, ma ogni tipo di pasta lunga o corta va bene. Basta amalgamarla con 4 uova sbattute, circa 50 gr di pecorino grattugiato, un pizzico di pepe e – volendo – qualche cubetto di guanciale o un avanzo di sugo. L’impasto si versa in padella e si lascia cuocere lentamente da entrambi i lati, fino a formare una crosticina dorata. Si taglia a spicchi e si mangia tiepida o a temperatura ambiente, perfetta anche da portare in gita.
3. Pollo alla romana
Colorato, ricco e profumato, il pollo alla romana è uno di quei secondi che fanno subito domenica. Si usano generalmente le cosce, la parte più gustosa e tenera: si rosolano in padella con un paio di spicchi d’aglio e un rametto di rosmarino, poi si sfuma con vino bianco per insaporire. Si aggiungono un paio di peperoni tagliati a listarelle – meglio se uno rosso e uno giallo, per bilanciare sapore e colore – insieme a circa 400 gr di pomodori pelati. Il tutto cuoce lentamente, fino a quando i sapori si amalgamano in un sugo denso e irresistibile. È un piatto conviviale, da servire con pane casereccio per raccogliere fino all’ultima goccia di intingolo.
4. Fritto misto alla romana
Re delle friggitorie e delle osterie, il fritto misto romano è un trionfo di golosità. Non esiste una regola fissa: ogni famiglia e ogni trattoria ha la sua versione. I protagonisti però sono spesso i fiori di zucca ripieni, la salvia croccante e le famose polpette di carne (300 gr di carne macinata mista, 1 uovo, 40 gr di pane raffermo ammollato nel latte, 30 gr di pecorino romano grattugiato, uno spicchio d’aglio e un po’ di prezzemolo). Ogni elemento viene impanato con cura, seguendo la tripla panatura: prima farina, poi uovo, infine pangrattato. La frittura deve essere asciutta e dorata, da gustare appena fatta. Perfetto per una serata informale o come antipasto da condividere.
5. Crostata di ricotta e visciole
Dolce simbolo della tradizione giudaico-romanesca, la crostata di ricotta e visciole è una ricetta antica che racchiude equilibrio e armonia. La base è una pasta frolla classica, preparata con 200 gr di farina 00, 100 gr di burro freddo, 80 gr di zucchero, 1 uovo e poi stesa sottile. Il ripieno è una crema di 50 gr di ricotta di pecora, lavorata con 50 gr di zucchero a velo e profumata con la scorza grattugiata di mezzo limone. A renderla unica, uno strato di visciole sciroppate (circa 100 gr) che dona al dolce un tocco acidulo. Si cuoce in forno a 180°C per 35–40 minuti, finché la superficie non è dorata, e si lascia raffreddare prima di tagliare. Un morso è un viaggio nella Roma più autentica.
Che sia per una cena fra amici o una domenica in famiglia, portare in tavola la cucina romana significa molto più che cucinare: vuol dire ripercorrere gesti tramandati, ingredienti poveri elevati a capolavoro, sapori netti e sinceri. Queste cinque ricette sono solo un assaggio di un patrimonio culinario vasto e affascinante, ma bastano per evocare il calore di una città che sa accogliere anche a tavola.









